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      I germogli di crescione rappresentano una ricca fonte di vitamina K. Essi contengono anche potassio, calcio, iodio, fosforo e ferro. Si contraddistinguono per le importanti proprietà rimineralizzanti, le quali risultano essere molto utili per cistifellea e fegato. Inoltre, costituiscono un valido aiuto per rigenerare la flora batterica intestinale. Apprezzati già dai tempi degli antichi Romani, ad oggi, questi sono commercializzati nei Paesi del Nord Europa (come, ad esempio, Danimarca, Olanda ed Inghilterra) nonché del Nord America.

      Utili per monitorare il quantitativo di zuccheri nel sangue, i germogli di crescione svolgono anche un'azione depurativa. Danno, poi, origine ad un pianta dalle molteplici proprietà benefiche. In particolare, si potranno ottenere ben due specie: il crescione inglese e quello comune. Quest'ultimo si rivela un potente antiossidante e disintossicante naturale, mentre il primo si caratterizza per essere facilmente reperibile presso le zone paludose o i corsi d'acqua. Fermo restando che le piante originate possono presentare ogni volta un aspetto diverso, si tratta di germogli che si adattano ad essere inseriti in diete salutari.

      Germogli di crescione: proprietà e benefici

      I germogli di crescione sono inseriti spesso nell'ambito di regimi alimentari salutari in quanto rimineralizzanti: essi, infatti, risultano essere ricchi di enzimi, vitamine, acqua ed oligoelementi. In più, la presenza della vitamina K li rende ideali ad essere consumati dai più piccoli nonché da coloro che soffrono di cardiopatia o di problematiche alla cistifellea e al fegato. Ottimo aiuto per la rigenerazione della flora batterica intestinale, si tratta anche di germogli dalle proprietà:

      • diuretiche;

      • rubefacenti;

      • toniche;

      • oftalmiche;

      • antiasmatiche;

      • antispasmodiche;

      • ipoglicemizzanti.

      Elementi nutrizionali

      I germogli di crescione, innanzitutto, sono noti per costituire un'ottima fonte di vitamina K, A, B e C. In più, essi contengono una notevole quantità di potassio, calcio, iodio, ferro e fosforo. Il loro contenuto, dunque, li rende idoneo ad essere inseriti in diete salutari e diretti anche al trattamento di alcune patologie come, ad esempio, quelle cardiopatiche. In aggiunta, tra le principali proprietà terapeutiche, è possibile menzionare quelle espettoranti, diuretiche, stimolanti, purificanti ed antiscorbutiche. Infine, il consumo è consigliato anche alle persone anemiche e convalescenti.

      I germogli di crescione in cucina: gli utilizzi

      Come già accennato, dai germogli di crescione prendono vita ben due specie di piante, ovvero il crescione inglese (o comune) e quello d'acqua (o selvatico). Ebbene, è interessante notare come di quello comune possano essere consumati sia gli steli sia le foglioline al fine di inserirli in fresche insalate o, in alternativa, di realizzare speciali contrasti di formaggi o carne. Il crescione d'acqua presenta pressoché il medesimo sapore e, dunque, trova in cucina lo stesso utilizzo. Per quanto riguarda i germogli, nello specifico, la prima sensazione che avverte chi li assaggia è un gusto intenso, piccante e pungente, tanto da ricordare quello della mostarda, della rucola selvatica e della senape. In più, grazie alle loro caratteristiche, sono utilizzati anche come guarnizione per tartine o bruschette. Non bisogna, poi, dimenticare che ad essi si ricorre anche per la preparazione di minestre e zuppe a mo' di spezia.

      Suggerimenti

      Per quanto riguarda il metodo di germogliazione preferito dal crescione, questo risulta la vaschetta di vetro. In essa, infatti, i semi riposti sviluppano velocemente. Dopo aver prodotto una sostanza gelatinosa, in particolare, i semi danno origine a germogli che possono raggiungere la misura di 3 o 4 centimetri. Per mantenersi, questi ultimi necessitano di contenitori privi di ristagni d'acqua. Inoltre, è importante ricordare come i germogli di crescione vadano consumati freschissimi in quanto propensi ad appassire in fretta. Consumati crudi in insalate e zuppe, possono essere anche uniti alla senape al fine di vivere una semplice, ma sorprendente, esperienza culinaria.

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