Prova a dare un’occhiata al menù di qualche raffinato bistrot oppure ai prodotti di un negozio di alimentari di alta gamma: sarà facile imbattersi nel termine microgreens, che indica delle deliziose verdure, piccole e dall’aspetto delicato, le quali aggiungono colore, consistenza e sapore ad una varietà di cibi. Questi vegetali hanno conosciuto un successo crescente dalla metà degli anni Ottanta, quando in America hanno iniziato a prendere piede sulle tavole dei ristoranti di classe. Le ragioni per le quali questi curiosi ingredienti hanno fatto la loro apparizione sui piatti di molte zone degli Stati Uniti è legata ad aspetti nutrizionali e di praticità.

Disponibili in ogni momento dell’anno, essi sono considerati dei superfood, ossia cibi che concentrano al proprio interno un insieme di toccasana per l’organismo.

Studi diversi hanno dimostrato che molti microgreens, tra i quali il cavolo rosso, i broccoli e il ravanello, contengono una quota di nutrienti quaranta volte superiore rispetto a quella presente nelle stesse piante portate a maturazione.

Nello specifico si tratta di nutrienti fondamentali, quali la vitamina C, E, K ed il beta-carotene, che sono non solo importanti per la pelle, bensì presentano benefici significativi per la salute degli occhi. Non guasta che siano saporiti e non richiedano molte competenze: anche coloro che hanno poca dimestichezza riescono a coltivare questi vegetali. La loro particolarità si ritrova nel fatto che non vengono lasciati maturare a fondo, eppure ciò non dovrebbe trarre in inganno: i microgreens infatti vengono tuttora confusi con i germogli, ossia dei semi germinati che vengono mangiati interamente (radice, seme e germoglio).

I microgreens, tuttavia, includono una varietà di vegetali giovani commestibili, i quali vengono raccolti con le forbici poco meno di un mese dopo la germinazione nel momento in cui le piante superano i cinque centimetri. Scegliendo di coltivarli in autonomia, otterrai tutti i vantaggi della loro introduzione nella tua alimentazione, senza dover sostenere costi alti.

Bastano pochi accorgimenti: qualche attrezzatura semplice da utilizzare, un davanzale sufficientemente soleggiato, un vaso di profondità scarsa, il terriccio e i semi adatti. Sono questi infatti gli elementi essenziali per riuscire a coltivare con successo i tuoi microgreens. Queste splendide piante non solo regalano grandi soddisfazioni, bensì si prestano alla perfezione per i giardinieri urbani.

Come coltivare i microgreens in maniera ottimale

Quando ci si chiede se è possibile coltivare microgreens nella propria zona, in particolare per questioni legate al clima, la risposta è abbastanza facile e particolarmente rassicurante. Infatti, a differenza della maggior parte delle coltivazioni, i microgreens danno molte soddisfazioni

pressoché ad ogni latitudine. Essi riescono ad essere coltivati ​​quasi ovunque, persino durante i mesi invernali nelle rigide zone climatiche continentali. A prescindere da dove ti trovi, dunque, sappi che potrai tranquillamente coltivare i tuoi microgreens in libertà. È difficile trovare una coltivazione così semplice: dato che i microgreens occupano davvero poco spazio, risulta molto pratico farli crescere in casa. Quando le condizioni meteorologiche non consentono la crescita esterna, non ci sono problemi, basterà studiare un angolino in casa dove far crescere queste ottime verdure.

semi-microgreens-grandezza

Benché non esistano delle piante tradizionalmente considerate come migliori da coltivare, alcune versioni sono più popolari di altre. Poiché i microgreens sono ampiamente utilizzati per aggiungere quel tocco in più in cucina, che conferisce personalità e carattere ad un piatto principale o ad un’insalata, le varietà più popolari sono quelle piccanti. Tra queste si trovano la rucola, che riesce a dare un sentore pepato a tutti gli altri alimenti alla quale è accostata, il basilico, il cavolo, il coriandolo, erba aromatica e speziata dal sapore unico e molto usata nella cucina orientale, l’indivia, la senape ed il ravanello piccante. Se da un lato si tende a soddisfare il gusto, dall’altro viene posta molta attenzione ad ottenere dei microgreens che riescano a dare un tocco di colore unico ai piatti: chi sceglie di coltivarli si orienterà perciò verso un’ampia gamma di verdure caratterizzate da colori accesi come ad esempio le bietole arcobaleno oppure i cavoli.

Passiamo ora a prendere in esame l’attività di semina: i semi utilizzati per questa tipologia di coltivazione sono generalmente quelli non trattati. In particolare, si dovrebbero preferire quelli biologici. Si tratta in realtà dei medesimi semi che vengono utilizzati per coltivare le piante lasciate crescere fino a grandezza naturale: l’importante in questo caso è solo il fatto di prediligere semi di alta qualità. Inoltre, per ridurre al minimo i rischi derivanti dalla contaminazione di tipo microbiologico si consiglia di lavare i semi prima di procedere all’utilizzo: quest’operazione consentirà di togliere eventuali impurità che potrebbero essersi depositate ed evitare così possibili problemi in fase di germinazione. La gran parte dei microgreens può considerarsi pronta per venire raccolta nel momento in cui si sarà prodotta una seconda serie di foglie, che vengono conosciute anche con il termine foglie vere. In generale i micro-ortaggi possono essere raccolti in un periodo che varia da una settimana fino a tre settimane successive alla germinazione.

Quali sono i substrati migliori per i microgreens?

Prendiamo in esame il tipo di terreno prediletto per una coltivazione di microgreens. Quando arriva il momento di scegliere il substrato, dovrai prestare attenzione a diversi aspetti, poiché questa è la fase più importante di tutto il processo. Per assicurarsi di garantire sempre la migliore crescita possibile ai micro-ortaggi, il terreno ideale possiede alcune caratteristiche ben specifiche.

Anzitutto, per quel che riguarda l’aspetto della porosità, quest’ultima dovrebbe presentare un valore che supera l’85%, che risulta fondamentale al fine di assicurare una corretta ritenzione idrica, bilanciata con un’ottimale areazione a livello delle radici. Il pH del substrato dovrebbe essere di un valore compreso tra 5,5 e 6,5. Inoltre, sotto il profilo microbio

logico, il substrato non deve risultare mai contaminato e deve essere privo di metalli pesanti e possibili sostanze che inquinano. Anche se non possiedi grandi competenze in materia,

 tutte queste informazioni saranno presenti sulla confezione del terriccio adatto ai microgreens e potrai perciò verificarle senza problemi. 

Per quel che riguarda la composizione, i substrati di coltivazione più popolari per i micro-ortaggi comprendono la torba, la perlite e la vermiculite.

In alternativa, si possono trovare anche substrati composti da fibra di cocco, che viene sostituita alla torba ed offre risultati assicurati. Trattandosi di una risorsa del tutto rinnovabile, la fibra di cocco rappresenta una scelta decisamente sostenibile. Inoltre, essa offre la totale sicurezza che al suo interno non siano presenti semi infestanti. Senza contare il fatto che è semplice da realizzare, poiché è sufficiente aggiungere la quantità d’acqua che troverai indicata sulla confezione per assistere alla magia. Essa si gonfierà e dividerà in sezioni minuscole, di fatto eliminando la necessità di procedere alla setacciatura. Nel raro caso dovesse essere presente qualche fibra più lunga, basterà toglierla.

Germogliatore per semi mucillaginosi

I micro-ortaggi possono essere coltivati sia con terriccio (o fibra di cocco) oppure in alternativa si può optare per la coltura cosiddetta idroponica. Questa tipologia di coltura prevede l’utilizzo di speciali tappetini a supporto delle radici. L’obiettivo primario di questi oggetti è quello di permettere alle radici di affondare meglio, migliorandone la capacità di mantenersi umide. I tappetini impiegati nella coltura idroponica possono essere realizzati con diversi materiali, come il compost. Un’attenzione particolare va posta a quelli fatti di lana di roccia, che risulta complessa da smaltire una volta esaurito il proprio compito.

Le differenze tra le tipologie di coltivazioni non sono assolute, poiché molto dipende anche da quanto ti trovi bene o meno con un metodo. Se proprio dovessi essere in difficoltà nel districarti tra le varie informazioni, tieni presente che un qualsiasi terriccio di alta qualità potrà funzionare alla perfezione, in special modo quelli di tipo fortificato, che contengono nutrienti naturali come l’alga kelp. Messo a riposo il substrato e distribuito manualmente i semi, tieni presente che la fase di germinazione dovrebbe avvenire il più possibile al buio e ad una temperatura che dovrebbe essere consona al tipo di specie che hai piantato, ossia generalmente compresa tra 15 e 20 gradi.

Ora che hai scoperto tutto quel che c’è da sapere per favorire la crescita ottimale dei tuoi microgreens, non attendere oltre e mettiti subito al lavoro per ottenere dei superfood economici, belli da vedere e che tutti ti invidieranno.

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