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Parlando di microgreens, la fase di ammollo (o più tecnicamente definita “di attivazione”) è quella che spesso viene sottovalutata e che invece, quando necessaria, può garantire una crescita ottimale dei nostri semi biologici.

Alcune varietà di semi di microgreen germogliano più facilmente quando il guscio duro che circonda il seme è stato ammorbidito in acqua. Ci sono alcuni semi di microgreen che hanno bisogno di un “aiutino” per iniziare il processo di germinazione e l’ammollo in acqua durante la notte è la soluzione migliore.

Coltivare microgreens è facile e divertente e questa pratica può garantire un raccolto abbondante.

Per quanto riguarda i microgreens, mettere i semi in pre-ammollo non è obbligatorio, ma alcune varietà di semi vi saranno grate se faciliterete il loro lavoro di germinazione.

Quando i semi sono impregnati d’acqua, c’è un tempo di germinazione più rapido e una crescita più uniforme dei gambi e delle prime foglioline.

Con questo articolo vogliamo fare quindi chiarezza su quando è inutile, consigliato o indispensabile lasciare a mollo i semi per microgreens, per una raccolta di successo.

Prima cosa da sapere: perché dobbiamo attivare i semi?

Nella semina di qualsiasi specie vegetale l’ obbiettivo è riuscire ad “attivare” il seme, ovvero ricreare tutte quelle condizioni che, in natura, permetterebbero al seme di schiudersiradicare e germogliare.

L’attivazione dei nostri semi per microgreens, quindi, è un’operazione che andremo ad effettuare per stimolarlo alla germinazione, cercando di interrompere la dormienza nella quale i semi sono naturalmente caduti per auto-proteggersi.

La fase di ammollo dei semi per Microgreens

Rilassati: la fase di ammollo non è difficile.

Misura innanzitutto la quantità di seme che sarà necessaria per riempire l’area del contenitore che utilizzerai, così da non dover gettare il seme in eccesso.

Può essere utile, prima di ancora di incominciare con l’ammollo, dare una sciacquata ai semi così da eliminare tutti i residui e poi scolare l’acqua in eccesso con un colino. Per l’uso domestico, quei piccoli colini che si possono comprare nei negozi “Tutto a 1 euro” vanno benissimo e funzionano perfettamente per la maggior parte dei semi.

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Scolare bene l’acqua grazie ad un colino. Umidi sì, affogati no.

Una volta inseriti i semi in un contenitore (bicchiere, ciotola, barattolo di vetro o altro), riempire d’acqua la ciotola fino a coprire i semi per 2 o 3 cm .

Alcuni semi più grandi (come l’erba di grano) possono richiedere dell’acqua in più, perché assorbiranno molta più acqua in questa fase di ammollo.

Coprite ora la ciotola con un coperchio o un tovagliolo di carta e riponetela in un’area al buio con una temperatura ambiente (idealmente 21 gradi) per circa 12 ore (o anche per tutta la notte).

I semi non hanno, infatti, bisogno di nessuna luce durante questa fase di germinazione, ma il consiglio è di tenere la scodella a portata di mano mentre i semi sono in ammollo, così ricorderai che avranno bisogno della tua attenzione. I semi lasciati troppo a lungo immersi nell’acqua possono cominciare a rovinarsi, creando marciumi o muffe.

Dopo circa 12 ore, togli prima con un cucchiaio i semi in superficie (schiacciane un paio per vedere se sono vuoti. Se è così, da li non nascerà nulla e daranno solo fastidio ai semi vitali).

Scola poi l’acqua “di macerazione” con un colino e lava i semi sotto al rubinetto.

Per concludere,  svuota per bene tutta l’acqua presente nel contenitore.

In questa fase i semi devono essere ben umidi ma non affogati 🙂

A questo punto i tuoi semi sono pronti per essere messi a dimora nel contenitore che preferisci, con all’interno terra soffice (parleremo in un altro post di altri tipi di supporto alternativi al terriccio, adatti per coltivare i microgreens).

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Spruzzino, il magico aiutante per i nostri microgreens

Una volta riempito di terriccio leggero il contenitore che conterrà i tuoi semi (nelle foto che trovi all’interno del nostro sito, utilizziamo vasetti diametro 10 ed è sufficiente un cucchiaio da cucina colmo di seme, per riempire tutto il diametro di piantine) ecco le cose da fare, in ordine:

  • Con un piccolo annaffiatoio o spruzzino, bagna per bene il terriccio;
  • Spargi sul terriccio i tuoi semi, cercando di fare attenzione che non si “sovrastino” uno con l’altro;
  • Dagli ancora una bella spruzzata con un vaporizzatore, così che la pressione li faccia aderire bene al terriccio;
  • Copri il vaso con una pellicola trasparente da cucina, fissandola lungo il bordo del vaso con un elastico se vedi che è instabile. Questo farà si che si crei all’interno del vaso una percentuale di umidità che farà bene ai semi nei giorni a venire;
  • Metti i vasetti al buio o coprili con un panno o scatola;
  • Ogni giorno verifica che sulla pellicola vi siano delle goccioline. Se presenti, significa che l’umidità si ricrea col passaggio del vapore acque dalla pellicola al terriccio e viceversa.
    Se invece ti sembra che il terriccio o i semi siano asciutti, togli la pellicola e dai una bella spruzzata con il vaporizzatore. Rimetti poi la pellicola per i motivi scritti sopra;
  • Per alcune varietà di semi, già dopo 24 ore vedrai che cominceranno a spuntare i primi germogli da una estremità del guscio del seme. Lasciali fare, fino a quando i germogli arriveranno alla pellicola e cominceranno a “spingere”.
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Grazie alla pellicola, si crea un ambiente di scambio di umidità.

Una volta che la pellicola conterrà “a fatica” i nostri giovani germogli (ormai le plantule avranno fatto le loro belle radichette) lasciate pure il vaso senza pellicola ma sempre in una zona con poca luce.

Quando le piantine avranno pressoché raggiunto l’altezza desiderata per il raccolto (che varia da varietà a varietà) spostatele alla luce, non con sole diretto, così da far partire la sintesi clorofilliana che renderà le vostre piantine di un bel verde brillante.

Se vedete che le piantine”tirano” da una parte, è perché cercano la luce solare, quindi tenderanno ad andarsela a prendere.

A quel punto, quando reputate siano pronte, tagliate le piantine alla base con una forbice e godetevi profumi e sapori di queste prelibate bombe di salute.

Quali semi devono essere messi in ammollo?

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In ordine di grandezza del seme (dal più piccolo): mizuna, ravanello, bieta, fava.

Partiamo da quelli che NON devono essere messi in ammollo (lo potresti anche fare, ma poi sarebbe più difficile la distribuzione sul terriccio): i semi muccillaginosi.

I semi mucillaginosi sono quelli che, a contatto con l’umidità, creano una sorta di gel appiccicoso che va a inglobare i semi stessi.
Sono ad esempio: basilico, rucola, crescione, senape, mizuna e, ribadiamo, in questo caso –> niente ammollo dei semi.

Cospargi questi tipi di semi direttamente sul terreno di coltura e inumidiscili con un vaporizzatore.

Piccoli semi come broccoli, cavoli, cavoli rapa, ravanelli possono invece beneficiare del processo di ammollo.

Se stai però seminando contenitori importanti, i semi bagnati possono essere difficili da spargere su una grande superficie. In questo caso, cospargere i semi secchi sul terreno e ricoprire con uno strato superficiale molto leggero di terra, vaporizzando poi abbondantemente il terriccio.

La copertura del terriccio contribuirà a trattenere l’umidità extra che questi tipi di semi hanno bisogno, per rompere il loro guscio esterno.

Ora che abbiamo svelato tutti i trucchi per un perfetto ammollo dei semi, non ti rimane che coltivare i tuoi microgreens e lasciarti incantare dai loro colori e sapori, il tutto Bio e salutare come più non si può.

I semi grandi necessitano, invece, di un processo di ammollo dei semi, non essendo difficile spargerli anche su superfici più ampie. Semi di bietola, barbabietola, girasole e pisello, ad esempio, se coltivati ​​come germogli o microgreens, vanno sempre pre-imbevuti.

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