Ultimamente si sente molto spesso parlare di germogli, ma la maggior parte delle persone crede (erroneamente) che si tratti di una novità appena lanciata sul mercato. Le cose, in realtà, non stanno proprio così perché la loro storia arriva da molto lontano: Pen Tsao, noto erbario di medicina cinese, attribuisce già nel 3000 a.C. diverse proprietà terapeutiche ai germogli di soia (ottimo rimedio contro crampi, affezioni intestinali, edemi e tanto altro ancora). Gli anni passano e nel 2001 la navetta spaziale Atlantis porta in orbita alcuni semi da far germogliare in assenza di gravità.

I prodotti finali sono un elisir di salute e benessere per l’organismo e molti nutrizionisti li considerano veri e propri integratori naturali (disponibili 365 giorni all’anno e facili da produrre anche a casa propria) dalle mille virtù.

Ecco, quindi, una rapida carrellata delle loro principali proprietà:

  • Ottima fonte di vitamine e sali minerali: le percentuali esatte e i singoli componenti variano in rapporto alla tipologia considerata, ma si può affermare con una certa sicurezza che l’apporto di tali sostanze è cento volte superiore a quello stimato nel relativo seme.
  • Alto tenore di proteine di origine vegetale: questi alimenti non contengono elementi nutrizionali di derivazione animale e questo permette di tenere a bada i livelli di colesterolo grazie alla mancata assunzione di grassi.
  • Apporto calorico non trascurabile in virtù dell’elevato contenuto di carboidrati semplici che vengono metabolizzati in tempi brevi per fornire energia immediata al corpo.
  • Discreto tenore di lipidi sotto forma di glicerolo e acidi grassi.
  • Ottima fonte di clorofilla: questa sostanza, secondo autorevoli studi, ricalca il comportamento dell’emoglobina favorendo produzione di eritrociti, rigenerazione del sangue e ossigenazione dei tessuti. Stimola, inoltre, i processi digestivi e aiuta il corpo ad assimilare la vitamina A.
  • Alta percentuale di enzimi: queste particolari proteine svolgono diverse importanti funzioni (stimolano la digestione, favoriscono l’assimilazione e sono il motore di numerose reazioni chimiche) e la loro assunzione è, quindi, determinante (gli enzimi sono, generalmente, presenti negli alimenti, ma la cottura li annienta).

I semi germogliati, in ultima analisi, possono essere assunti in caso di:

  • astenia, debolezza e convalescenza;
  • difese immunitarie deboli;
  • lotta ai radicali liberi;
  • carenze nutrizionali;
  • scarso funzionamento di tiroide, fegato, polmoni e reni;
  • disturbi digestivi.

I germogli, come vi ho detto, sono un vero e proprio toccasana per il corpo e questo può essere un buon motivo per iniziare a coltivarli; leggete, quindi, con attenzione quanto sto per dirvi e acquistate tutto lo stretto necessario:

  • Semi della tipologia desiderata provenienti da agricoltura biologica o biodinamica. Evitate prodotti che hanno subito trattamenti chimici di conservazione per la semina e lo stoccaggio;
  • un germogliatore (non si possono, difatti, utilizzare contenitori in plastica e/o metallo) o un vaso in vetro di dimensioni opportune.
  • un stoffa in tela bianca a trama larga;
  • un colino;
  • un elastico.

Reperito tutto l’occorrente, potete procedere in questo modo. Prelevate dalla busta solo e unicamente i semi integri, metteteli nel colino e risciacquateli sotto l’acqua tiepida in modo tale da eliminare polveri ed eventuali impurità. Disponete i semi sul fondo del contenitore (questo deve essere sufficientemente ampio perché i suoi ospiti sono destinati ad aumentare di volume); aggiungete l’acqua fredda (verificate che superi i semi di quattro/cinque dita), chiudete il recipiente con la stoffa e fissatela con l’elastico. Mettete, quindi, il vaso in un luogo buio per 6-12 ore a una temperatura media di 20ºC (le tempistiche precise sono strettamente correlate al tipo di seme trattato). Procedete al risciacquo (nei primi giorni quest’operazione deve essere ripetuta almeno 2-3 volte al giorno): mettete l’imboccatura del contenitore sotto l’acqua corrente e inclinate il vasetto in modo tale da favorire la fuoriuscita del liquido (i semi devono essere sempre umidi, ma non possono rimare in ammollo); riponete quindi, nuovamente, il contenitore al buio. I primi risultati si vedono dopo alcuni giorni quando i germogli raggiungono i 3-4 cm di altezza. Esponete, infine, il barattolo alla luce del sole al fine di favorire l’assorbimento di clorofilla: 7-8 ore sono sufficienti in caso di luce indiretta, mentre i tempi si riducono in caso di esposizione diretta (i raggi solari possono, difatti, danneggiare tutto il vostro lavoro).

Giunti a questo punto, non vi resta altro da fare se non scegliere il seme che meglio sposa le vostre esigenze: tutti, in linea di massima, possono germogliare, ma i più indicati sono frumento, soia, miglio, lenticchie, grano e ceci. Questi ultimi, insieme alla soia, richiedono qualche sforzo in più da parte vostra perché, almeno nei primi tempi, è necessario precedere al risciacquo almeno 4 volte al giorno.
Fate, infine, attenzione ai semi germogliati delle solanacee perché al loro interno vi sono alti tenori di sostanze velenose: quelli del pomodoro contengono, per esempio, elevate concentrazioni di licopersicina (alcaloide tossico), mentre altri sono ricchi di solanina (sostanza pericolosa).

Sette ricette con sette varietà diverse di germogli

Vi presentiamo ora sette ricette con sette varietà diverse di semi germogliati.

1. Frittata ai germogli di porro con uova, parmigiano grattugiato, latte, olio di semi di arachide e sale quanto basta. Unite tutti gli ingredienti, scaldate un filo d’olio in padella e cuocete da ambo le parti a fuoco basso. Questo piatto vanta proprietà antinfiammatorie, disinfettanti e stimolanti per il sistema immunitario.

2. Dessert al cacao con germogli di soia e datteri: fate cuocere i semi germogliati di soia (un etto abbondante) in acqua e frullateli con una banana e un avocado maturo. Versate la crema nelle coppe e guarnite con semi di chia. Questo dolce è ottimo in caso di osteoporosi, senso di malessere associato alla menopausa, disturbi al tratto intestinale e perdita precoce dei capelli.

3. Insalata con germogli di cavolo broccolo, insalata mista, carota, zucchina tagliata a julienne, ravanelli, cipolla e un filo di olio extravergine di oliva. Questo piatto è l’ideale per mantenere in buona salute occhi e apparato cardiovascolare.

4. Riso con germogli di fagiolo, aglio, cipolla, pasta di sesamo (due cucchiaini rasi da caffè), olio di sesamo (un cucchiaino), riso, salsa di soia e acqua. Fate un soffritto a base di olio, aglio e cipolla; aggiungete la pasta di semi di sesamo e i semi germogliati. Fate, quindi, cuocere a fuoco medio e unite, dopo alcuni minuti, riso, acqua e salsa di soia. Completate la cottura avendo cura di usare un coperchio e servite caldo. Il primo piatto proposto mantiene in salute il fegato perché favorisce l’eliminazione della bilirubina, rafforza le pareti dello stomaco e favorisce la distruzione dei calcoli.

5. Polpette con germogli di senape, zucchine e topinambur: preparate queste gustose polpette con uova, pane raffermo, zucchine, topinambur, parmigiano reggiano, scorza grattugiata di un limone non trattato, prezzemolo, timo, semi germogliati di senape e spezie a piacere. Il secondo piatto proposto è altamente nutriente (alta concentrazione di proteine, grassi insaturi e carboidrati), ma nello stesso tempo molto digeribile (in rapporto all’alto contenuto in fibre); vi è, infine, un ottimo apporto di vitamine e sali minerali.

6. Barchette di rape al forno con un cuore di germogli di lenticchie: svuotate le rape e lessatele per circa 15 minuti in due dita d’acqua; nel frattempo fate rosolare in una padella dadini di pancetta, erbe aromatiche a piacere e polpa delle rape. A cottura ultimata aggiungete, quindi, il riso (precedentemente cotto) e i semi germogliati di lenticchie (scottati in acqua salata). Riempite le barchette con il preparato, unite un filo di olio e cuocete in forno a 180ºC per poco meno di mezz’ora. Questo gustoso piatto regola i livelli di colesterolo e zucchero nel sangue, normalizza l’attività intestinale (ottimo in caso di stipsi) ed è un perfetto alleato contro le malattie cardiovascolari. Il suo consumo apporta, inoltre, all’organismo un’alta concentrazione di antiossidanti con conseguente lotta agli effetti nocivi strettamente legati all’azione dei radicali liberi.

7. Patate dolci ripiene con germogli di trifoglio rosso, carne macinata di maiale, parmigiano grattugiato, formaggio (sottilette), mix di spezie, scalogno, prezzemolo, olio e sale: lessate le patate e incidetele al fine di svuotarle. Fate, quindi, cuocere in padella scalogno, polpa di patate e carne aggiungendo, nel corso della cottura, spezie, prezzemolo, parmigiano e sale. Riempite le patate, aggiungete il formaggio e ultimate la preparazione in forno preriscaldato (ventilato) a 200ºC per circa 15 minuti. Guarnite con i semi germogliati e servite. Questo piatto, che vanta un alto tenore di vitamine (A, gruppo B, C ed E) e sali minerali (magnesio, fosforo, potassio e calcio), è un ottimo alleato delle donne perché combatte le rughe, rinforza i capelli ed è un valido sostegno nel corso del ciclo mestruale.

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